MUSEO MARITTIMO - BARCELLONA

Progetto espositivo per il Museo Marittimo di Barcellona

Progettazione museale

Il Museo Marittimo di Barcellona è un’istituzione dedicata alla conservazione del patrimonio marittimo della città. Nel 2025 promuove il rinnovamento della sua esposizione permanente con l’obiettivo di aggiornare lo spazio con contenuti dedicati ai conflitti in mare.

 Il nuovo contributo espositivo introduce uno sguardo contemporaneo centrato sulle persone rifugiate e sugli spostamenti forzati via mare.

Il progetto si inserisce nel Maritime Refugee Project, un’iniziativa internazionale seguita da oltre 100 musei, che connette narrazioni storiche e attuali sulle migrazioni marittime e presenta il mare come spazio di transito, conflitto e speranza.

Visivalab, in collaborazione con l’artista e museografo Pep Camps, cura lo sviluppo della narrazione e della museografia di due ambiti dell’esposizione permanente. Ne risulta una proposta che integra diversi linguaggi espositivi, analogici e digitali, con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento del visitatore e stimolare la riflessione.

Cliente
Museo Marittimo di Barcellona
Anno
2025 (Mostra permanente)

Progetto

COSTRUZIONE DELLA NARRAZIONE

Visivalab raccoglie le proposte del museo e con un nuovo approccio le amplia all’interno del contesto della storia spagnola. L’obiettivo è spiegare le cause delle migrazioni forzate via mare, le loro dinamiche e conseguenze, e promuovere una riflessione su come cambiano prospettive e responsabilità nel tempo.

Il progetto espositivo si basa sull’analisi della documentazione e dei materiali del Museo Marittimo e organizza i contenuti nello spazio museale disponibile. La soluzione si inserisce in due container marittimi e si integra con l’identità dell’esposizione esistente.

UNA PROPOSTA MUSEOGRAFICA ADATTATA ALLO SPAZIO

La proposta museografica combina diversi linguaggi espositivi in due spazi di dimensioni ridotte. Il risultato sfrutta al massimo le possibilità disponibili e offre una soluzione curata e solida, orientata a creare una connessione tra la narrazione e il pubblico.

Spazio 1. Migrazioni attuali

Questo spazio spiega cosa significa essere una persona rifugiata oggi. Illustra le rotte migratorie attuali e i rischi associati alla traversata, mettendo in evidenza l’impatto umano degli spostamenti via mare.

Comprende:

- Una una piccola imbarcazione come elemento centrale, accompagnata da un’installazione audiovisiva con proiezioni di testimonianze di persone che hanno migrato via mare.

- Un apparato grafico che introduce il concetto di “persona rifugiata” e accompagna il visitatore al tema centrale dello spazio. La sezione definisce cosa sia una persona rifugiata in diverse lingue, incluse quelle proprie delle popolazioni attualmente sfollate, come il curdo, il turco, il somalo e l’hausa.

- Un’infografica murale con la mappa delle principali rotte migratorie marittime verso la Spagna.

Spazio 2. Migrazioni storiche in Spagna

Offre contesto e un approccio sociale. Illustra espulsioni e movimenti di popolazione in diverse fasi della storia della Spagna.

Comprende:

Un’installazione grafica che mette in dialogo due realtà di uno stesso territorio: origine e destinazione della popolazione sfollata. Presenta episodi storici di espulsione di gruppi e individua i responsabili di questi spostamenti, insieme a immagini attuali di persone che cercano rifugio in Europa via mare.

Un’installazione interattiva con un album digitalizzato che recupera un episodio meno noto. Questa sezione restituisce ai visitatori la storia dell’espulsione di 202 persone dalla Spagna nel 1919 a bordo della nave Manuel Calvo, e valorizza il fondo documentale del museo.

Nuove proposte

Oltre a questi interventi, l’analisi del materiale del museo apre la possibilità di ampliare il racconto verso altri elementi della collezione. In particolare, si propone di intervenire sull’opera La battaglia di Lepanto, collocata in un contenitore adiacente nello stesso spazio espositivo, per mettere in evidenza aspetti del dipinto che si collegano al mare come territorio di conflitto, asse centrale della reinterpretazione proposta.