Foro Romano-Palatino, Roma

Archeolectio, Archivio Storico Digitalizzato

Introduzione Strumento dell'Archeolectio per la digitalizzazione dell'Archivio Storico Soprintendenza Speciale di Roma
Schema geologico del Foro Romano-Palatino di Giacomo Boni, archeologo
Giacomo Boni archeologo nel suo studio sul Palatino presso le Uccelliere Farnese (da Gli scavi di Giacomo Boni al Foro Romano, Roma 2003)
Foto del pallone aerostatico utilizzato da Giacomo Boni per fotografare il Foro Romano a Roma

All’interno di Palazzo Altemps sono custoditi i materiali e disegni raccolti dall’archeologo e collezionista Giacomo Boni, lo stesso che istituí la Biblioteca del Foro Romano-Palatino (“Biblioteca Palatina”) dopo essere divenuto Direttore degli Scavi di Antichità nel 1898.

 

Il nucleo originario della Biblioteca è composto da volumi pubblicati tra il XVI e il XIX secolo, oltre ad una vasta raccolta di relazioni di scavo, rilievi grafici accurati, fotografie e reportage giornalistici, documenti anche di grandi dimensioni (ad esempio di 1×2 metri) che costituiscono i tasselli principali per la ricostruzione della vita del sito archeologico.

 

Il progetto di acquisizione digitale si suddivide in tre fasi: 

  1.  Studio del materiale e progettazione;
  2.  Disegno, costruzione e utilizzo dell’ARCHEOLECTIO;
  3.  Post-produzione.

 

LO STUDIO DEL MATERIALE

 

Per cominciare si è svolta una prima fase di analisi e ricerca su tutto il patrimonio documentale disponibile, esaminando in maniera lineare le testimonianze visive con lo scopo di realizzare piante diacroniche seguendo le attività di sterro o di scavo protrattesi dall’Ottocento fino alla prima metà del Novecento nell’area del Foro.

 

Di fronte ad un patrimonio così complesso e delicato, abbiamo progettato una tecnologia d’avanguardia che garantisse accuratezza nell’acquisizione esatta e che permettesse di lavorare su questo materiale senza arrecarvi alcun danno.

 

L’eccezionale patrimonio da digitalizzare si aggirava intorno ai 2500 documenti cartacei, di cui un nucleo fondamentale è costituito dai preziosi schizzi quotati (piante, sezioni e prospetti) degli scavi condotti da Boni sulla piazza del Foro.

 

Proprio per questo e per le ingenti dimensioni di certi materiali abbiamo deciso di allestire lo spazio per la digitalizzazione in un’area temporaneamente dedicata all’interno dello stesso Palazzo Altemps.

Gli archeologi Patrizia Fortini ed Edoardo Santini esaminano i documenti storici dell'archeologo Giacomo Boni relativi agli scavi presso il Foro Romano (2012)
Introduzione strumento dell'Archeolectio per la digitalizzazione dell'Archivio Storico Soprintendenza Speciale di Roma
Strumento dell'Archeolectio per la digitalizzazione dell'Archivio Storico Soprintendenza Speciale di Roma

ARCHEOLECTIO: DISEGNO, COSTRUZIONE e UTILIZZO

 

Nasce così ARCHEOLECTIO, uno strumento all’avanguardia progettato per l’acquisizione digitale in sicurezza di tutto il materiale formato da documenti di diverso genere come disegni, immagini storiche, apparati fotografici e piante conservati presso l’archivio.

 

Uno scanner zenitale dotato di una struttura portante di grandi dimensioni (5 x 4,20 metri) che restituisce una sorta di setting, all’interno del quale vengono posti i documenti e i materiali che saranno successivamente fotografati.

 

Lo scanner zenitale, ubicato nella parte sommitale della struttura ad un’altezza di 2,50 metri, è dotato di due obiettivi con binari di scorrimento che hanno la capacità di fotografare e restituire alla banca dati centrale tutti gli scatti operati sulla superficie da digitalizzare.

 

Al centro della struttura, posto parallelamente al piano di calpestio, viene adagiato il documento originale: questo viene ancorato con delle calamite a supporti studiati e realizzati appositamente in modo da non stressare il documento e non intaccarne l’integrità.

 

Una volta adagiato e sistemato il documento al centro della struttura, iniziano i lavori di acquisizione: i due grandi obiettivi zenitali lo fotografano con un numero di scatti proporzionali al loro formato.

 

Questa tecnologia è in grado di controllare e gestire il fattore luce affinché non vi siano variazioni di alcun genere nell’acquisizione delle immagini: la risoluzione, la profondità di campo ed il colore dei documenti originali rimangono intatti ed uniformi.

La digitalizzazione e la ricucitura delle fotografie viene operata grazie all’utilizzo di diversi programmi in post-produzione.

 

Strumento dell'Archeolectio per la digitalizzazione dell'Archivio Storico Soprintendenza Speciale di Roma
Render Archeolectio - Digitalizzazione Archivio Storico Soprintendenza Speciale Roma
Scanner ad alta risoluziione permette di vedere i dettagli nascosti a semplice vista. Immagini di archivio della Soprintendenza speciale per i Beni Culturali di Roma

POST-PRODUZIONE

 

Le fotografie sono il risultato di un metodo scientifico di ripresa basato sull’acquisizione digitale di un elevato numero di scatti, ricomposti soltanto in fase di post-produzione, grazie all’utilizzo di una serie di programmi di unione delle immagini.

 

Con tale procedimento la qualità delle fotografie, la risoluzione, la profondità di campo e il colore rimangono perfettamente uniformi su tutta la superficie di acquisizione. Grazie all’utilizzo di questa tecnica è possibile apprezzare ogni singolo particolare del materiale fino al minimo dettaglio.

 

Anche in questo caso, le operazioni vengono svolte con la massima cura e fedeltà all’originale per impedire distorsioni nelle immagini e rispettare le proporzioni originali, in modo da elaborare prodotti cartografici (piante, sezioni e prospetti) validi storicamente e scientificamente.

 

La ricostruzione operata con Archeolectio permette non solo di riprodurre immagini digitali uguali agli originali ma anche di creare una ricostruzione 3D dei contesti e degli elementi attraverso le immagini zenitali di piante e sezioni.

 

Per un approfondimento, si veda per esempio la ricostruzione del Palinsesto della Cappella del Crocifisso ed il Carcer Tullianum.

 

TUTELA, SALVAGUARDIA E FRUIZIONE

 

Uno degli scopi fondamentali del progetto è quello di rendere fruibile al pubblico un patrimonio di considerevole valore scientifico e allo stesso tempo di garantirne la conservazione.

 

Inoltre, le fotografie dei documenti riprodotti permettono di analizzarne dettagliatamente lo stato di conservazione e di conseguenza di elaborare le tecniche di restauro più adatte, laddove fosse necessario.

 

L’ARCHEOLECTIO è stato sviluppato ed applicato nel pieno rispetto delle normative per l’acquisizione e la memorizzazione della fotografia previste dall’ICCD – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – del Ministero dei Beni Culturali, oltre al rispetto delle linee guida delineate a cura del Gruppo 6 del Progetto Minerva.

Pubblicazione "In sacra via Giacomo Boni al Foro Romano Gli Scavi" 2014